conversione del pignoramento

Conversione del pignoramento

Conversione del pignoramento: cos’è e come funziona

Cosa significa convertire un pignoramento? Semplicemente, con la conversione del pignoramento il debitore offre al creditore una somma di denaro equivalente al suo debito, comprensivo di interessi e spese, per evitare la vendita dei beni pignorati.

Che sia la conversione del pignoramento immobiliare, in cui a rischio è la casa, o il pignoramento di un oggetto personale, con questa procedura si paga per non perdere ciò che è oggetto di pignoramento.

Gli unici beni pignorati che non possono essere convertiti in denaro sono i beni demaniali o del patrimonio indisponibile dello Stato, i beni sottoposti a sequestro conservativo o a pignoramento a favore di altro creditore e i beni infungibili.

Scopriamo dunque cos’è e come funziona la conversione del pignoramento!

Cos’è la conversione del pignoramento

La conversione del pignoramento è uno strumento previsto dal codice di procedura civile che consente al debitore di estinguere il debito derivante da un pignoramento versando una somma di denaro al posto dei beni pignorati par alle spese di esecuzione a cui si aggiungono gli importi dovuti al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese.

La conversione di pignoramento serve per:

  • evitare la vendita dei beni pignorati mantenendone la proprietà;
  • estinguere il debito in modo rapido e sicuro senza dover attendere l’esito della vendita dei beni pignorati;
  • ridurre i costi in quanto non vi sono le spese di vendita dei beni pignorati.

Come funziona la conversione del pignoramento

Con la conversione di pignoramento, il debitore può evitare la vendita dei beni pignorati versando al creditore pignorante e agli altri creditori intervenuti l’intero ammontare del debito, comprensivo di capitale, interessi e spese.
La conversione del pignoramento è possibile solo prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati e l’istanza di conversione di pignoramento immobiliare o mobiliare può essere presentata una sola volta.

Chi può richiedere la conversione del pignoramento

La conversione del pignoramento può essere richiesta dal debitore esecutato, ossia il soggetto nei cui confronti è stato avviato il procedimento esecutivo, ma non solo.

Si può richiedere la conversione del pignoramento presso terzi, ovvero lo può fare il soggetto che ha pignorato beni nella mani del debitore di un altro soggetto, oppure lo può fare il creditore intervenuto, cioè che ha acquisito titolo per intervenire nell’esecuzione intrapresa da altro creditore.

Anche il creditore che ha avviato l’esecuzione forzata può richiedere la conversione al pignoramento.

Come si svolge la conversione al pignoramento

Il debitore presenta un’istanza di conversione del pignoramento presso la cancelleria del tribunale del luogo in cui è stato eseguito il pignoramento. L’istanza deve contenere:

  • l’indicazione del pignoramento da convertire;
  • la somma che il debitore intende versare;
  • le prove del versamento di una somma non inferiore a un quinto dell’importo del credito.

Dopodiché il giudice dell’esecuzione fissa un’udienza, nel corso della quale sentirà le parti (creditore e debitore) e determinerà la somma da sostituire al bene pignorato. Se il giudice accoglie l’istanza, emette un’ordinanza di conversione che dispone:

  • la liberazione dei beni pignorati;
  • il versamento della somma di denaro da parte del debitore;
  • la distribuzione della somma ai creditori.

Come fare istanza di conversione di pignoramento

L’istanza di conversione del pignoramento può essere presentata fino a 10 giorni prima della data fissata per la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati. Il giudice dell’esecuzione deve provvedere sull’istanza entro 30 giorni dal deposito.

Al suo interno bisogna inserire:

  • il numero di ruolo del processo esecutivo;
  • i dati del creditore pignorante e degli eventuali creditori intervenuti;
  • l’importo del debito per cui è stato eseguito il pignoramento;
  • la somma che si intende versare per la conversione;
  • le generalità del debitore e del suo difensore (se presente).

Dopodiché occorre depositare l’istanza di conversione del pignoramento, unitamente al libretto di deposito, presso la cancelleria del tribunale del luogo in cui è stato eseguito il pignoramento.

Cosa succede dopo la conversione del pignoramento

Dopo la conversione del pignoramento, il debitore è tenuto a versare la somma di denaro stabilita entro il termine indicato dal giudice dell’esecuzione. Il versamento può essere effettuato in unica soluzione o in rate mensili, se il giudice ha concesso la rateizzazione. Dopodiché, una volta che il debitore ha versato la somma di denaro, i beni pignorati sono liberati.

Il creditore pignorante e gli eventuali creditori intervenuti non potranno più aggredire i beni pignorati per soddisfare il loro credito, quindi il giudice dell’esecuzione dispone la distribuzione della somma di denaro versata dal debitore ai creditori, secondo l’ordine di preferenza previsto dalla legge.

Una volta che la somma di denaro è stata distribuita ai creditori, il pignoramento è così cancellato. La procedura, anche se non richiede la presenza di un avvocato, prevede degli step precisi e la conoscenza delle norme aggiornate, per cui il supporto di uno studio legale specializzato è sempre consigliabile.