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Prescrizione crediti: il caso del finanziamento non pagato

Quando decade un prestito non pagato? La risposta ha diverse variabili, ma è importante sapere che anche i debiti non pagati vanno in prescrizione. I termini di prescrizione sono stabiliti dalla legge e non possono essere modificati dalle parti. Occorre quindi seguire ciò che dice il codice civile italiano che prevede diverse prescrizioni a seconda del tipo di debito.

Vediamo dunque se i finanziamenti non pagati vanno in prescrizione e cosa succede in questa casistica.

I finanziamenti non pagati vanno in prescrizione?

Sono in molti a chiedersi se i debiti non pagati vanno in prescrizione. In effetti, i finanziamenti non pagati vanno in prescrizione, ma il termine di prescrizione varia a seconda del tipo di finanziamento. Prestiti personali, mutui e cessione del quinto, ad esempio, hanno una decadenza di 10 anni da termine del contratto.

In ogni caso, il termine di prescrizione dei debiti bancari o di altri debiti inizia a decorrere dalla data di scadenza dell’ultima rata del finanziamento o dalla data di revoca del finanziamento stesso.

La prescrizione può essere interrotta da alcuni eventi, come ad esempio:

  • richiesta di pagamento da parte del creditore
  • riconoscimento del debito da parte del debitore
  • interruzione del pagamento delle rate

Decorso il termine di prescrizione, il creditore non può più esigere il pagamento del finanziamento. Tuttavia, il debitore rimane comunque debitore nei confronti del creditore e il debito rimane visibile nelle sue segnalazioni creditizie per un periodo di 3 anni.

Tipologie di prescrizione

La tipologia di prescrizione di un debito si decide in base alla natura del debito stesso. Il codice civile italiano stabilisce diverse tipologie di prescrizione, a seconda del tipo di diritto vantato dal creditore.

Prescrizione breve

La prescrizione breve è un istituto giuridico che comporta l’estinzione di un diritto per il decorso di un termine di tempo più breve rispetto alla prescrizione ordinaria, ovvero:

  • 5 anni per i diritti di credito derivanti da contratti di locazione, prestazioni professionali, somministrazioni di alimenti e bevande, riparazioni, trasporti e spese di condominio;
  • 3 anni per i diritti di credito derivanti da danni derivanti da fatto illecito, responsabilità extracontrattuale, risarcimento del danno da vizi della cosa venduta;
  • 2 anni per i diritti di credito derivanti da fatture, bollette, canoni di locazione;
  • 1 anno per i diritti di credito derivanti da risarcimento danni da fatto doloso.

Prescrizione ordinaria

La prescrizione ordinaria è un istituto giuridico che comporta l’estinzione di un diritto per il decorso di un termine di tempo di 10 anni. Si applica a tutti i diritti che non sono espressamente previsti da una prescrizione diversa, ovvero:

  • Diritti di proprietà
  • Diritti di credito in generale
  • Risarcimento danni da fatto illecito
  • Diritti reali su cosa altrui (es. usufrutto, servitù)

Il termine di prescrizione ordinaria inizia a decorrere da diverse date, a seconda del tipo di diritto, che può essere la data di scadenza del pagamento (per crediti pecuniari) o la data di consegna del bene (per crediti di cose determinate), per fare due esempi.

La prescrizione ordinaria può essere interrotta da alcuni eventi, ma decorso il termine di prescrizione, il creditore non può più esigere il pagamento del debito. Il debitore è così liberato dall’obbligo di pagare il debito, ma il creditore può comunque far valere il suo diritto in via di eccezione, se il debitore lo oppone.

Prescrizione presunta

La prescrizione presunta è un istituto giuridico che comporta l’estinzione di un diritto per il decorso di un termine di tempo più breve rispetto alla prescrizione ordinaria, in base alla presunzione che il diritto sia stato soddisfatto.

Con la prescrizione presunta si presume, appunto, che il debitore abbia pagato il debito, anche se non vi è prova. Infatti, il debitore non è onerato di provare il pagamento, ma il creditore può provare che il debito non è stato estinto. Il termine di prescrizione è variabile a seconda del tipo di credito, di solito 6 mesi, 1 anno o 3 anni.

Quali sono i termini della prescrizione

I termini di prescrizione sono stabiliti dalla legge in base a diversi criteri. Prima di tutto va considerata la natura del diritto:

  • i diritti reali su cosa altrui si prescrivono in 20 anni;
  • i diritti di credito si prescrivono in 10 anni, salvo eccezioni;
  • i diritti derivanti da fatto illecito si prescrivono in 5 anni.

Inoltre si considera anche l’intensità del bisogno tutelato: i diritti più importanti, come il diritto alla vita e all’integrità fisica, sono imprescrittibili. I diritti meno importanti, come il diritto al risarcimento del danno da fatto doloso, invece, si prescrivono in 1 anno.

Non dimentichiamo infine l’esigenza di certezza dei rapporti giuridici: la prescrizione serve a evitare che i diritti possano essere fatti valere a distanza di troppo tempo, quando le prove possono essere andate disperse e i testimoni possono aver dimenticato i fatti.

In ogni caso è consigliabile rivolgersi ad un professionista legale per conoscere con certezza se i finanziamenti non pagati vanno in prescrizione e con quali modalità.