accertamenti fiscali

Accertamenti fiscali

Accertamenti fiscali: cosa sono e come difendersi

L’atto di accertamento fiscale rappresenta un provvedimento di carattere amministrativo e tributario emesso dall’Agenzia delle Entrate. Con questo atto, l’Agenzia delle Entrate formalmente richiede al contribuente il pagamento di imposte aggiuntive, oltre a sanzioni e interessi, rispetto a quanto versato all’erario attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Questo documento viene emesso nei confronti di un soggetto contribuente, che può essere una persona fisica o un’azienda. La notifica avviene quando, a seguito di un’ispezione fiscale o di un controllo fiscale, si rileva una forma di evasione fiscale.

Sono previste diverse modalità attraverso le quali il contribuente può difendersi, trovando soluzioni per affrontare gli accertamenti fiscali.

Cosa si intende per accertamenti fiscali

Gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate sono procedure attraverso le quali le autorità fiscali esaminano e verificano la correttezza delle dichiarazioni fiscali presentate dai contribuenti. L’obiettivo principale degli accertamenti fiscali è assicurarsi che i contribuenti abbiano dichiarato correttamente il proprio reddito e che abbiano adempiuto agli obblighi fiscali previsti dalla legge.

Durante un accertamento fiscale, l’Agenzia delle Entrate o l’ente fiscale competente può esaminare la documentazione finanziaria, contabile e fiscale del contribuente al fine di accertare la conformità alle normative tributarie. Gli accertamenti possono riguardare diverse voci, come redditi, deduzioni, crediti d’imposta e altre questioni fiscali.

Come funzionano gli accertamenti fiscali

Se durante l’accertamento fiscale emergono discrepanze o violazioni delle normative fiscali, l’ente fiscale può emettere avvisi di accertamento che indicano gli importi dovuti dal contribuente, inclusi eventuali interessi e sanzioni.

All’interno dell’avviso a seguito dei controlli fiscali troviamo:

  • l’intestazione, in cui è riportato l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto e il contribuente cui lo stesso è intestato;
  • la motivazione dell’avviso di accertamento;
  • i calcoli della maggiore imposta dovuta dal contribuente con le relative sanzioni e interessi.

La notifica può avvenire presso la residenza o il domicilio del contribuente (nel caso di persone fisiche) o presso la sede legale (nel caso di società o enti equiparati).

L’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate può essere notificato attraverso:

  • un ufficiale giudiziario presso il domicilio, la residenza o la sede legale (nel caso di società) del contribuente;
  • una raccomandata con avviso di ricevimento;
  • una comunicazione tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

Cosa fa scattare un accertamento fiscale

Gli accertamenti fiscali possono essere innescati da diversi fattori. Alcuni dei principali motivi che possono portare all’avvio di un accertamento fiscale includono:

  • discrepanze nelle dichiarazioni fiscali tra le informazioni dichiarate dal contribuente e i dati disponibili alle autorità fiscali;
  • segnalazioni o informazioni sospette indicate da terzi o dedotte da informazioni che indicano possibili comportamenti non conformi alle normative fiscali;
  • settori a rischio di evasione fiscale che richiedono una verifica fiscale;
  • riscontri con dati di terzi, come fornitori o istituti finanziari.

In molti casi, gli enti fiscali cercano di assicurarsi che i contribuenti adempiano correttamente ai loro obblighi fiscali e che le dichiarazioni siano accurate. Tuttavia, in caso di comportamenti fraudolenti o evasivi, possono essere avviati accertamenti più approfonditi con conseguenti sanzioni e interessi.

Accertamento fiscale come difendersi: il ricorso tributario

Se il contribuente non vuole fare riscorso all’accertamento fiscale emerso in seguito a verifica fiscale (acquiescenza dell’avviso di accertamento), paga le imposte dovute ottenendo la riduzione delle sanzioni a un terzo. Se invece non presta acquiescenza all’avviso di accertamento o non presenta istanza di accertamento con adesione per raggiungere un accordo con l’Ufficio, per evitare che la pretesa diventi definitiva, deve presentare un ricorso tributario.

I termini per farlo sono di 60 giorni dalla notifica o entro il termine di 150 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento se è stata presentata istanza di accertamento con adesione. Il ricorso tributario deve essere depositato in Commissione Tributaria entro 30 giorni dalla notifica all’Agenzia delle Entrate, altrimenti sarà improcessabile.

Ad ogni modo, l’assistenza di un professionista o uno studio legale specializzato in diritto tributario può essere estremamente utile in caso di accertamento fiscale. I professionisti del diritto tributario hanno una conoscenza approfondita delle leggi e delle normative fiscali, nonché delle procedure e delle pratiche dell’Agenzia delle Entrate. Questa competenza specializzata può essere cruciale per affrontare questioni complesse e garantire una gestione adeguata e strategica della situazione.